martedì 18 novembre 2008

Della serie ... Ma vah ... ma niente di meglio avete da pubblicare ?

Da repubblica.it

Aziende in guerra con Facebook
"Distrae, meglio oscurarlo"
Dalla Provincia di Milano alle Poste, aumentano i "filtri" al sito di social network. A Bologna bloccate chat e programmi di telefonia via internet. A Napoli è contingentato
di VITTORIO ZAMBARDINO

Aziende in guerra con Facebook "Distrae, meglio oscurarlo"
Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo "Cazzeggio al lavoro con Facebook". Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l'accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa... [CUT] continua qua

Beh e cosa sarebbe la novità ? Anche da noi (azienda di fancazzisti pubblici) abbiamo (ho per la verità ... facendomi molti amici) inibito tutti i siti non solo ovviamente porno o sex ma anche ludici. I filtri (detti comunemente content filter o web filter) sono la più classica soluzione al controllo del traffico web a livello aziendale.

Permettono di evitare gli inghippi della legge sulla privacy (non ti controllo dopo, te lo vieto prima) e quella degli accordi sindacali (niente controllo a distanza del lavoratore). Va da se che siti di chat o social networking sono tra i primi ad essere bloccati. Ancora non sono stati bloccati (causa eccessivi interessi ai persone "importanti") siti di trading on line o webmail (i vari libero tiscali & co) ma appena possibile anche quelli.

Fa piacere scoprire come anche su repubblica.it si soprendano come anche nelle azienda pubbliche si lavori e si usino gli stessi strumenti delle efficientissime aziende private. Il prodotto che usiamo è un appliance "all in one" di ISS (ora IBM) piuttosto potente e flessibile configurato come device Layer II. Esistono prodotti open su linux con analoghe funzionalità. Funzionano benissimo per piccole realtà dove un eventuale guasto non è particolarmente bloccante ed hanno il peggior difetto di non assicurare un costante aggiornamento delle banche dati e della loro classificazione in categorie. (si bloccano le categorie e non i singoli siti ovviamente)

4 commenti:

Nadir ha detto...

Posso capirlo, e sarebbe anche giusto, uno sul luogo di lavoro ci và per lavorare e non per passare tutto il tempo in rete.
Ma come al solito, c'è che parla di libertà violata... e del danno che riceve l'azienda?
Anche io in questo momento dovrei lavorare...ma voglio prima sentire la tua musica, poi ritorno a fare la persona seria ed onesta ;)
baci

Embers Fire ha detto...

bravissima! però da tecnico informatico.... sentire tutti che si lamentano appena internet è lenta... e vederli tutti su repubblica o libero.... beh insomma ....

magari avevo di meglio da fare che farti leggere il giornale!

Anonimo ha detto...

Allora sei tu l'oscuratore mascherato, nemico di tutti i fancazzisti! Io sono dell'idea che si, siti porto e social networking distraggono ed è giusto applicare filtri, per il resto però non esageriamo..
Una come me con non fa la pausa caffè, ogni tanto una spulciata alle ultime news di Repubblica etc,, ce la dà!!eheehhe

Anonimo ha detto...

anche da me, azienda privata hanno messo i filtri ai siti commerciali youtube etc.. , comunque leggevo il blog dal lavoro solo durante la pausa pranzo - che mi hanno assunto per lavorare non per cazzeggiare, e già quello creava problemi con il controllore (anzi farei meglio a sparire nell'anonimato, visto che conoscono il mio sito). ciao.
Da me avevano fatto la lettera di biasimo a due che si erano semplicemente spediti via fax il fantacalcio... ciao.